L’ “Asse della Resistenza” contro l’ “Asse della Normalizzazione” in Iraq. 

Di Elijah J. Magnier 

Tradotto da A.C. 

Un gruppo di studiosi palestinesi recatosi nella città santa di Karbala per commemorare il martirio dell’Imam Hussein bin Ali bin Abi Talib ha inneggiato alla “protezione della moschea di al Aqsa” a Gerusalemme scandendo  “morte a Israele”. Contemporaneamente in una conferenza tenutasi nel Kurdistan iracheno, nella città di Erbil, si osannava la normalizzazione dei rapporti con Israele. Il momento non è certo ottimale per i tre più importanti leader del paese (i due presidenti, quello della repubblica e quello del parlamento e il primo ministro) poiché la conferenza di Erbil si è tenuta poche settimane prima delle elezioni parlamentari attraverso cui i tre vorrebbero rinnovare il loro mandato. Questo incontro ad Erbil, denominato “Vertice di Pace” ha provocato una tempesta a livello politico e nel paese che ha portato tutti, leader politici, religiosi e anche la leadership curda dell’Iraq a sconfessarlo come se fosse un avvenimento di cui nessuno sapeva niente! E’ stata pure chiesta la pena di morte per coloro che vi avevano partecipato. Ma questo vertice è stato davvero un evento a sorpresa? 

L’articolo 201 del codice penale iracheno stabilisce che “ chiunque accetti o promuova i principi sionisti, massoneria compresa, o sia affiliato a qualcuna delle loro istituzioni o li sostenga a livello finanziario o morale o faccia in modo di favorire i loro obbiettivi, dovrà essere punito con la morte. Questo articolo fu modificato con il Terzo Emendamento Legge n. 130 del 1975. 

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