Nessuna delle opzioni messe in campo dagli Stati Uniti potrà eliminare le competenze dell’Iran in ambito  nucleare 

Di Elijah J. Magnier 

Tradotto da A.C. 

L’Iran è tornato al tavolo dei negoziati di Vienna lunedì dopo circa cinque mesi dall’ultimo incontro. I colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran avvengono mentre le riserve di uranio arricchito al 60% ammontano a 23 chilogrammi. E Teheran insiste sul fatto che i suoi progressi sono giustificati dal comportamento  dell’amministrazione americana che nel 2018 aveva stracciato l’accordo sul nucleare definendolo “il peggior accordo” e aveva imposto durissime sanzioni, mantenute dall’attuale amministrazione, mentre l’Europa assumeva una posizione di spettatore passivo. Malgrado gli stati europei firmatari dell’accordo sul nucleare siano riusciti a mediare tra l’Iran e gli Stati Uniti e abbiano proposto un piano percorribile, Teheran si appresta a negoziare da una posizione di forza per cui le sue concessioni alla controparte nei colloqui di Vienna non sono affatto scontate. Gli Stati Uniti potrebbero riuscire a rallentare il programma nucleare dell’Iran ma non potranno mai sottrargli la conoscenza in materia che ha acquisito negli anni. 

Sicuramente le operazioni israeliane di sabotaggio contro il complesso di Karaj,  che hanno distrutto come minimo una telecamera di sorveglianza installata dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA), hanno favorito l’Iran. Infatti, in  conseguenza di ciò, Teheran non ha permesso il  ripristino della telecamera danneggiata e non accontentando la IAEA ha mantenuto un punto cieco. Tuttavia l’Iran sta molto attento a non  spingere i delegati della IAEA oltre i limiti affinché non consegnino alle Nazioni Unite relazioni negative. Se così fosse le sanzioni degli Stati Uniti o dell’Europa rimarrebbero (se gli stati membri dell’Unione Europea decidessero di imporre sanzioni all’Iran) senza arrivare alle Nazioni Unite o abbracciare la Cina e la Russia, i più importanti sostenitori e partner strategici dell’Iran. 

Nella peggiore delle ipotesi cioè se venissero imposte altre sanzioni all’Iran o se gli Stati Uniti scegliessero come opzione la guerra (molto improbabile), niente potrebbe modificare o deteriorare le capacità scientifiche di Teheran e le sue conoscenze nel settore del nucleare. L’Iran ha sviluppato moderne centrifughe che gli consentono, in qualunque momento, di produrre un arsenale nucleare, ovviamente se stimolato a farlo. Nonostante la Guida Suprema (Wali’ al-Fakih) Sayed Ali Khamenei abbia emesso una fatwa che proibisce di possedere armi nucleari, l’Occidente farebbe bene a non spingere l’Iran a costruire bombe atomiche cosa che potrebbe avvenire se la sua esistenza fosse seriamente minacciata. 

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