L’attacco dell’ISIS a Suweida è un messaggio ai suoi affiliati a Quneitra ma anche alla Russia e a Damasco.

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Damasco, Daraa, Suweida,  di Elijah J. Magnier: 

In uno dei suoi massacri più cruenti dopo quello di Speicher (Iraq), più di 150 militanti dell’ISIS hanno attaccato la provincia e la città di Suweida uccidendo oltre 220 agricoltori (uomini,donne,bambini) e membri dell’esercito siriano e delle locali Forze di Difesa Nazionale (NDF). Ma il “ colpo peggiore era diretto alla Russia e a Damasco che stanno invitando tutti i rifugiati a tornare in Siria dai paesi vicini” ha detto uno di quelli che prendono le decisioni a Damasco.

Mercoledì alle 5 del mattino (ora locale) militanti dell’ISIS a bordo di circa 35 – 40 veicoli, hanno attraversato al-Badiya ( la steppa siriana) per introdursi, dopo lunghe ore di viaggio, nella provincia di Suweida. I primi villaggi attaccati dal gruppo dei terroristi sono stati Rami, Chbeke, al-Mushannaf, Tima, Doma, al-Ghida, al-Sharihe prima di raggiungere la città di Suweida.

Il convoglio dell’ISIS si è lasciato dietro morte e distruzione, uccidendo innocui contadini con le loro famiglie, nelle loro case. Molte case sono state saccheggiate e ciò indica che  il convoglio viaggiava leggero e veloce imitando le truppe di Napoleone Bonaparte,mangiando quello che trovava sul posto, come hanno osservato le forze che hanno seguito lo stesso percorso dei terroristi. Non c’è dubbio che il piano dell’ISIS è stato decisamente efficace, ha dimostrato la loro conoscenza del terreno e del numero esiguo delle forze che proteggevano gli obbiettivi. La potenza di fuoco contro l’ISIS a Suweida ha obbligato il gruppo a ritirarsi ed ha evitato un massacro maggiore di quello che già era avvenuto.

Farid Sharafeddine che è scampato al massacro di Suweida mi ha detto : “ L’ISIS conosceva gli abitanti e le loro famiglie. Hanno catturato dei giovani e li hanno obbligati a bussare alle porte dei loro parenti che dopo averle aperte sono stati uccisi dai banditi.”

Otto soldati dell’esercito siriano sono stati uccisi e 28 delle NDF hanno perso la vita combattendo l’ISIS in città. Gli scontri sono durati più di quattro ore, sono stati uccisi 32 militanti dell’ISIS e lasciati indietro . Le forze di sicurezza hanno catturato vivi un paio di membri dell’ISIS.

L’ aviazione militare siriana è intervenuta nell’ultima ora bombardando le barricate dell’ISIS in alcune posizioni. L’ISIS ha lasciato indietro dei militanti pronti a suicidarsi per ritardare l’inseguimento e per impedire il ritiro di quello che rimaneva delle forze che erano state catturate  ( e giustiziate, come ha poi pubblicato l’ISIS stesso).

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Fonti a Damasco hanno detto che gli obbiettivi dell’ incursione, riuscita, dell’ISIS erano parecchi :

  • Esibire la sua presenza e la sua forza, ancora in grado di prendere l’iniziativa attraverso forze in campo ben informate, nonchè l’abilità di colpire duramente nonostante stia perdendo territorio e gran parte dei suoi uomini
  • L’ISIS sta mandando un messaggio alla sua welayat Huran (provincia) a Quneitra che in questo momento è sotto pesante attacco da parte dell’esercito siriano e dei suoi alleati. Il messaggio è quello di mantenere la posizione poiché la “base”è ancora in grado di sostenere i suoi uomini circondati a Quneitra. L’ISIS ha cercato, invano, di risollevare il loro morale e di comunicare loro che non sono stati abbandonati nella loro battaglia. E’ comunque un falso messaggio perché in ogni caso Quneitra tornerà sotto il controllo di Damasco.
  • L’ISIS ha comunicato la propria capacità di effettuare ricognizioni prima dell’attacco, contando su un appoggio locale in grado di dargli informazioni sulla sicurezza nella zona e sui suoi punti deboli. Non era possibile che le forze locali potessero reagire immediatamente : l’ISIS ha attaccato il mercato locale con due attacchi suicidi a dieci minuti di distanza l’uno dall’altro e poi c’è stato un altro attacco suicida a 200 metri di distanza qualche minuto dopo la seconda esplosione, mentre la maggior parte della gente dormiva e poi correva sul posto per avere informazioni e per cercare di portare aiuto. L’ISIS sapeva che il suo convoglio poteva avanzare sotto gli occhi di una superpotenza (gli USA) senza essere disturbato.
  • L’ISIS è riuscito a colpire la Russia i cui inviati si stanno spostando in tutti i paesi vicini (Giordania, Libano, Turchia e altri) per invitare i rifugiati a tornare in una Siria sicura e liberata ( eccetto il nord che è occupato dalla Turchia e dagli USA). Damasco ha iniziato la procedura per accogliere i rifugiati e il messaggio dell’ISIS vuole comunicare che è un “passo prematuro”.
  • L’ISIS ha tratto vantaggio dal perimetro di sicurezza imposto dagli americani attorno alla loro base militare di al-Tanf che ha impedito agli eserciti siriano e iracheno di entrarvi per dargli  la caccia quando necessario. L’ISIS è stato favorito dalle misure prese dagli USA e ha usato in conseguenza la zona per dirigersi a nord, dove si trova il grosso delle sue forze. L’ISIS inoltre sapeva bene che gli Stati Uniti non hanno la volontà di eliminare la sua forza e la sua presenza in Siria ( nel nord-est, provincia di al-Hasaka) e ha quindi usato questa decisione a suo favore.

Questa è forse una lettura pessimistica di un attacco ben organizzato dall’ISIS. Non c’è dubbio che molte circostanze abbiano aiutato l’ISIS a muoversi senza essere notato dalla continua presenza americana nel cielo di al-Badiya che tiene sotto controllo ogni singolo movimento ( gli USA hanno colpito due volte le forze militari siriane entrate nel perimetro qualche minuto prima). Inoltre c’è l’incapacità da parte dei russi di individuare decine di veicoli dell’ISIS in spostamento nella zona che potrebbero anche attaccare un’area sotto il loro controllo.  Questo è anche un lampante fallimento delle forze siriane per quanto concerne la difesa e la sicurezza : si sono sentite tranquille in una zona liberata e hanno in conseguenza sottostimato quello che resta delle forze dell’ISIS.

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Questo massacro ha chiarito che ci sono dei leaders dell’ISIS in grado di pensare, pianificare e eseguire un obbiettivo complesso ( le forze di due superpotenze sono presenti nella zona ). E’ un campanello d’allarme per le forze siriane che dovranno stare in allerta e eliminare completamente l’ISIS da tutte le zone liberate assicurando loro una protezione totale. Le numerose vittorie registrate negli ultimi 12 mesi hanno fatto sì che i vincitori abbassassero la guardia incuranti del fattore Stati Uniti che potrebbe favorire  colpi bassi se si presenta l’occasione. Dopo tutto, questo massacro è stato una opportunità per gli USA di mostrare il fallimento di Damasco e Mosca nel proteggere la loro vittoria.

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