Il cavallo americano in Iraq è caduto al primo ostacolo.

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Di Elijah J. Magnier: @ejmalrai

Tradotto da: Alice Censi.

La lotta tra Stati Uniti e Iran è emersa apertamente durante la prima sessione del nuovo parlamento iracheno. Questa competizione durerà fino a quando la corte federale deciderà quale delle due coalizioni detiene il numero maggiore di deputati e quindi sia idonea a scegliere i presidenti (il Presidente del parlamento  e i suoi due deputati, il Primo Ministro e il Presidente della repubblica) . Haidar Abadi, il Primo Ministro ad interim non è riuscito a presentare la coalizione  più grande ma è riuscito ad ottenere altro tempo che permetta al suo alleato, gli Stati Uniti, di esercitare un’ulteriore pressione sui politici iracheni con lo scopo di promuovere il loro candidato. Qualunque sia la direzione del vento, non c’è dubbio che l’Iran adesso ha più di 150 membri del parlamento che lo appoggiano. Ogni tentativo americano di isolare Tehran o controllare in modo unilaterale la Mesopotamia e’ perciò fallito in modo irreversibile.

Ma cos’ è successo durante la prima sessione del parlamento dietro le quinte?

Ci sono due coalizioni sciite che cercano di accaparrarsi il più alto numero possibile di sciiti, sunniti e curdi ( e le altre minoranze) nel bel mezzo di una profonda rottura tra i partiti politici sciiti, sunniti e curdi in tutto il paese.

Per chiarire, queste coalizioni le definiremo così :

  • Haidar Abadi insieme a Moqtada al-Sadr
  • Nuri al-Maliki insieme a Hadi al-Ameri

La coalizione Abadi-Sadr ha presentato al parlamento un documento firmato dai capi di vari partiti politici che appoggiano la coalizione, con un totale di 181 membri del parlamento, mentre la coalizione Maliki-Ameri ha presentato un documento con la firma di 153 membri. Entrambe le coalizioni sostengono di rappresentare quella più grande e quindi di avere il diritto di scegliere i futuri presidenti. Il temporaneo presidente anziano ha ricevuto i documenti e li ha inoltrati alla corte federale perché decidesse quale dei due era valido.

Nella lista Abadi-Sadr ci sono molti membri del parlamento che hanno abbandonato il loro partito politico per unirsi all’altro schieramento. Questi sono :

  • La coalizione al-Nasr (vittoria) guidata dallo stesso Abadi : dei 42 membri del parlamento, 21 hanno firmato con Maliki-Ameri e 7 ( Fadilah) hanno assunto una posizione neutrale lasciando il Primo Ministro ad interim in una posizione debolissima. Quelli che hanno abbandonato Abadi sono: 6 membri di Harakat Ataa, 5 membri di Hizblslami, 4 membri di Mo’tamar al-watani al-Iraqi, 2 membri di al-Shem’mari, 2 membri di Ahmad al-Jarba, 2 membri indipendenti.
  • 2 membri di Anbar Hawiy’atuna hanno lasciato Abadi
  • 9 membri di I’tilaf al-Wataniya (Ayad Allawi) hanno lasciato Abadi
  • 11 membri di Al-Qara hanno abbandonato Abadi
  • 1 membro di Salaheddine Hawiy’atuna ha lasciato Abadi

Ci sono almeno 44 membri del parlamento che hanno abbandonato Abadi e altri che hanno deciso di avere una linea neutrale ( dei 181 membri che la coalizione Abadi-Sadr dichiara di rappresentare) in attesa che la corte federale decida qual’e’ la coalizione più grande per poi entrarci.

Quale sarà il verdetto della corte federale? In occasioni simili nel 2010, nel 2014 e nel 2018 la corte federale aveva dato la sua chiara opinione: ogni membro del parlamento è libero dì spostarsi tra i vari partiti politici, uscendo dal suo, una volta che ha fatto un giuramento costituzionale. Ciò significa chiaramente che la coalizione Abadi-Sadr ha presentato un documento valido in parlamento dichiarando di rappresentare la coalizione più grande prima del giuramento dei nuovi membri parlamentari. Tutti i membri erano presenti alla prima sessione per prestare giuramento e iniziare le loro funzioni, un atto che dava loro la libertà di spostarsi tra i diversi partiiti. Significa che Abadi e  Sadr erano a conoscenza dell’esito e volevano guadagnare più tempo per permettere ulteriori colloqui e pressioni. Infatti dopo il primo intervallo parlamentare, molti gruppi hanno deciso di iniziare a dialogare e Abadi non ha più sostenuto  di avere la coalizione maggiore .

Adesso Abadi ha ben presente che gli USA non possono portarlo al potere a bordo di un loro carro armato dentro la “zona verde”. Gli Stati Uniti (insieme all’Arabia Saudita e agli Emirati) eserciteranno quindi una ulteriore pressione sui sunniti e sui curdi con la prospettiva di convincerli a sostenerlo.

Fino a oggi i curdi non hanno deciso su quale cavallo scommettere e aspettano la decisione finale della Corte federale. Anche se la coalizione Maliki-Ameri venisse riconosciuta come la più grande, c’è ancora la possibilità che i loro oppositori acquisiscano nuovi alleati.

Il braccio di ferro tra gli Stati Uniti e l’Iran è ancora in atto. L’Iran ha dimostrato di avere dalla sua parte più di 150 membri del parlamento che sono tutti contrari alla politica, alla egemonia e alla presenza americana in Iraq. Se vincesse il candidato degli Stati Uniti non potrebbe di certo pensare di governare in tutta tranquillità.

L’ Iraq non ha mai sperimentato questi contrasti dalla caduta di Saddam Hussein nel 2003. Gli sciiti che rappresentano tra il 60 e il 65% della popolazione e pertanto la maggioranza nel parlamento, decidono le politiche del paese : lo fanno in accordo con i sunniti e i curdi che hanno contribuito in modo significativo a portarli al potere.

Questo è il motivo per cui gli ambasciatori arabi e gli USA fanno molta pressione sui sunniti e sui curdi che sono coloro che decideranno il vincitore. Gli Stati Uniti sanno che gli oppositori di Abadi non permetteranno loro di tenere in Iraq migliaia di militari come ha fatto Abadi ma chiederanno al parlamento di decidere il numero di consiglieri e istruttori ( ma non truppe) che possono restare. L’Iraq vuole avere una relazione strategica con gli Stati Uniti e relazioni di buon vicinato con i paesi arabi, senza però dover accettare le loro imposizioni e interferenze.

Il segretario di stato americano Mike Pompeo ha confermato in un suo tweet che l’ambasciatore Brett McGurk sta rappresentando lui e Trump a Baghdad e sta “facendo un ottimo lavoro” per formare un governo forte in Iraq – presumibilmente secondo i desideri americani!

L’ Iran non nasconde la presenza a Baghdad del generale delle IRGC (corpo delle guardie iraniane rivoluzionarie) Qassem Soleimani e del rappresentante di Hezbollah che cercano di convincere i politici iracheni del perché l’egemonia americana non dovrebbe essere permessa in Mesopotamia e quindi il candidato Abadi non sia  adatto a governare.

Haidar Abadi ha autorizzato migliaia di militari americani a schierarsi nel deserto di Al-Anbar e lungo il confine siro-iracheno dove l’ISIS è ancora attivo. E’ qui che è anche presente Hashd al-Shaabi che cerca di colmare le lacune americane chiedendo a Abadi di permettere alle forze irachene di sostituire quelle statunitensi  per dare la caccia all’ ISIS. La risposta di Abadi è stata quella di licenziare Faleh al-Fayyad ( il nuovo candidato primo ministro) e nominare se stesso a capo di Hashd al-Shaabi. A Baghdad quest’ ultima  mossa è stata vista come una provocazione per imporre l’autorita’ dì Abadi e prevenire gli attacchi di Hashd all’ISIS a meno che non vengano coordinati prima con Baghdad. Essendo Abadi il candidato degli Stati Uniti, si suppone non andrà molto lontano caso mai vincesse.

Che non ci sarà  pace in Iraq è prevedibile, sia che il candidato americano vinca o perda. L’ attuale amministrazione americana è diversa da tutte le altre che l’hanno preceduta .Anche con i suoi alleati questa amministrazione da’ ordini, è aggressiva, altezzosa e provocatoria. Fino a quando Trump e  la sua squadra di guerrafondai saranno alla Casa Bianca dovremo aspettarci degli anni difficili in Iraq e nel Medio Oriente.

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