Risposta all’ “addetto stampa di Hezbollah” 1/2

Di Elijah J. Magnier: @ejmalrai

Tradotto da: Alice Censi

Il giornale “ Al Rai “ questa domenica ha pubblicato un articolo dal titolo : “ Il leader di Hezbollah : la possibilità di una guerra con Israele in estate è altissima e io potrei non essere più con voi”. L’articolo è diventato virale in Libano e nel Medio Oriente e ha suscitato smentite, contestazioni insieme a approvazioni e reazioni di sorpresa. Ma la sorpresa più grande è arrivata da una “ fonte di informazioni interna a Hezbollah” che ha insultato il giornale e l’autore dell’articolo , infrangendo le regole di condotta riguardanti il giornalismo che lo stesso Hezbollah ha introdotto a proposito delle informazioni sulla organizzazione. 

Questa fonte interna a Hezbollah non è altri che Mohammad Afif, il portavoce di Hezbollah. Lui ha definito Al Rai un “ giornale scandalistico “ asserendo che l’articolo “proviene dalle fantasie e dall’invenzione di colui che lo ha scritto “. 

Come prima cosa, il segretario generale di Hezbollah ha scritto un pezzo sulla prima pagina di Al Rai e concesso al giornale tre interviste private di cui l’ultima è avvenuta dopo le misure di sicurezza imposte nel 2006 a lui e ai suoi comandanti in capo. Il leader di Hezbollah quindi ha pubblicato le sue idee su quello che Afif chiama un “ giornale scandalistico”. 

Mohammad Afif avrebbe dovuto trattenersi ( dal dare una risposta ingiustificata e emotiva ) e rilasciare solo una dichiarazione in cui ufficialmente negava il contenuto ( peraltro vero) dell’articolo, lasciando i commenti al leader di Hezbollah che avrebbe parlato in pubblico il giorno successivo. 

Per quanto riguarda il contenuto, l’articolo non includeva tutto quello che Nasrallah aveva detto. Mancavano delle parti importanti relative ai piani che lui aveva rivelato nell’incontro con i comandanti nonché i suoi messaggi e le sue minacce a Israele. Nasrallah parlava anche di come avrebbe reagito Hezbollah in caso di guerra e delle conseguenze che avrebbero potuto esserci in Libano in caso di inasprimento del conflitto. Le autorità in Libano sanno bene come diventerebbe  tesa la situazione se Israele decidesse di colpire alcuni obbiettivi specifici o anche bersagli indiscriminati. Il contenuto dell’articolo non nasce dall’ “immaginazione dell’autore” ma da informazioni importanti riferite da persone presenti all’incontro. 

Quando l’articolo è diventato virale, il suo contenuto non ha sorpreso persone informate come Abdel Bari Atwan, un giornalista di tutto rispetto che ha scritto sullo stesso argomento alcune settimane fa, dopo aver incontrato un’ importante personalità di Hezbollah. Atwan infatti riferiva che questa persona aveva incontrato Sayyed Nasrallah insieme ad altri, in una riunione durata 5 ore, e gli era stato detto che la possibilità che ci fosse una guerra era molto alta. 

Per quanto riguarda la “ fonte di informazioni”, è lo stesso leader di Hezbollah che ha sempre detto che “ non ci sono fonti ben informate all’interno di Hezbollah”. “ O sono le fonti di informazione ufficiali a rispondere a qualsiasi notizia oppure non ci sarà nessuna risposta” ha sempre detto Sayyed Nasrallah. Nonostante le raccomandazioni di Nasrallah, il portavoce ha deciso di violare le regole dell’organizzazione ignorando il principio “ rispetti le regole chi si è impegnato a seguirle”. 

Il portavoce di Hezbollah dovrebbe ricordarsi del famoso poeta arabo Abu al-Tay’eb al-Mutanab’bi al-Kindi al-Koufi che diceva mutatis mutandis (cambiate le cose che devono essere cambiate): “ se vengo  diffamato da uno sciocco ho la conferma di essere stato preciso”. 

Quello che ha più turbato la comunità legata a Hezbollah e i suoi sostenitori in questo articolo ( che i mezzi di informazione locali hanno subito criticato, riportando i commenti non professionali invece della dichiarazione ufficiale del portavoce) è la possibilità che “Sayyed Hassan Nasrallah potrebbe non essere più tra loro” ( cioè assassinato da Israele) nel caso ci fosse una guerra. 

Ricordo quando ero a Teheran, alla fine degli anni ’80, per seguire la guerra tra Iran e Iraq. Stavo incontrando un’importante personalità al ministero degli esteri quando Ali Akbar Welayati era ministro. Questa autorità, il cui ufficio era adiacente a quello del ministro degli esteri mi disse: “ L’Imam Khomeini non morirà finché non consegnerà lui stesso la bandiera all’Imam Mahdi”. Era impossibile discutere a livello razionale con lui. 

L’altra sera ho parlato con le mie fonti all’interno dello stesso entourage sul perché l’articolo avesse scatenato delle reazioni contrastanti. Mi è stato detto : “ Molti di quelli che leggono l’articolo ne approvano ogni parola perché Sayyed così ha detto e le informazioni rilasciate erano conosciute prima di leggere l’articolo. Altri hanno trovato che il contenuto avesse una sua logica e capiscono la situazione critica in cui ci troviamo. Ma molti sono stati sconvolti dalla possibilità che il Sayyed non possa più essere tra loro anche se lui stesso, in molte occasioni, nei suoi discorsi, abbia prospettato questa eventualità. E’ una realtà di fatto che tutti i leaders e i comandanti , incluso Sayyed Nasrallah, siano in pericolo di vita, esposti ai tentativi di Israele di eliminarli.”

Quando Imad Mughnniyeh venne assassinato nel 2008, fu un duro colpo per Hezbollah, ma non una sorpresa. Quelli vicini a lui capivano che lui aveva goduto di 25 anni in più di vita essendo stato per tutti quegli anni osservato al microscopio dai servizi segreti arabi, israeliani e occidentali. Quando morì, la sua perdita improvvisa fu uno shock per molti, ma era stata messa in conto. Da allora Hezbollah ha continuato a diventare sempre più forte. 

Nella serie di libri di Bihar al-Anwar (pagina 590 paragrafo 30) un teologo di riferimento, Sayyed Mohammad Baqr al-Majlisi, scriveva : “ Ibn Abi al-Hadid narrava che quando il messaggero di Allah, Maometto  (la pace e la benedizione di Allah siano con lui) morì, Abu Bakr venne, scoprì il suo volto e disse: Maometto è morto. Fate sapere, allora, a chiunque venerava Maometto, che lui è morto. Per tutti quelli che veneravano Dio, Allah è vivo e non morirà mai”. 

Grazie in anticipo a tutti coloro che, dopo aver letto questo articolo, vorranno contribuire, anche solo con un euro, alla continuità delle informazioni!!

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