Trump si è offerto di sospendere le sanzioni durante le trattative con l’Iran, Khamenei ha rifiutato la proposta : si prevedono altri attacchi

Di Elijah J. Magnier: @ejmalrai

Tradotto da: Alice Censi

Il primo ministro Shinzo Abe ha consegnato alla leadership iraniana un messaggio del presidente Donald Trump che conteneva un invito a sedersi al tavolo delle trattative; nel messaggio c’era questa frase: “ lui (Donald Trump) sarebbe pronto a sospendere tutte le sanzioni solo durante i negoziati “. Non venivano offerte garanzie di bloccare o revocare le sanzioni. Sayyed Ali Khamenei , la Guida Suprema dell’Iran, rifiutava il messaggio e qualunque possibilità di dialogo con il presidente americano dicendo al suo ospite che per lui Trump non è una persona con cui “valga la pena scambiare messaggi”. 

Fonti ben informate vicine a chi prende le decisioni in Iran, hanno ribadito le parole del consigliere iraniano di Sayyed Khamenei per gli affari internazionali, Ali Akbar Velayati, cioè che “ se l’Iran non può esportare il suo petrolio attraverso il Golfo Persico, nessun altro in Medio Oriente potrà farlo”. La fonte “ prevede altri attacchi in futuro vista la decisione degli Stati Uniti di fermare il flusso del petrolio con qualunque mezzo e a qualunque costo. Così il petrolio non verrà più consegnato nel mondo se l’Iran non potrà esportare i suoi due milioni di barili al giorno”. 

Due petroliere, la Kokuka Courageous e la Front Altair,sono state attaccate nel Golfo dell’Oman giovedi; questi attacchi mettono a rischio i rifornimenti di petrolio in Occidente e rendono molto pericolosa la navigazione delle petroliere in Medio Oriente. “ Un altro attacco e le compagnie di assicurazione quasi sicuramente aumenteranno le tariffe. Se poi gli attacchi saranno più numerosi nessuna compagnia accetterà di dare copertura assicurativa alle petroliere che navigano nelle acque del golfo, mettendo così allo stesso livello l’Iran e gli altri esportatori di petrolio. Vedremo a questo punto quali giustificazioni riusciranno a dare Trump e l’Europa alla gente quando il prezzo del petrolio diventerà insostenibile” ha detto la fonte. 

“ La tensione nel Golfo potrà diminuire solo nel momento in cui verranno tolte le sanzioni all’Iran. In caso contrario altri obiettivi saranno colpiti e man mano la tensione salirà. Gli Stati Uniti stanno vendendo delle armi inadeguate a proteggere le petroliere e anche gli oleodotti che portano il petrolio nei porti. Se l’Iran soffre, anche il resto del mondo soffrira’,  nello stesso modo” ha detto la fonte. 

“ La vendita del petrolio e’ stata paragonata ad un branco di lupi che vanno a caccia tutti assieme : quando uno non e’ in grado di cacciare gli altri si sostituiscono a lui. Quando l’ Iran era sotto sanzioni, quindi impossibilitato a vendere la sua produzione di greggio giornaliera, l’Arabia Saudita e la Russia lo sostituivano aumentando la loro produzione e le loro consegne. Ecco perché Sayyed Ali Khamenei diceva alla leadership iraniana di non considerare più nessun paese come amico e alleato per sempre”. 

Oggi il golfo dell’Oman e’ diventato la sede operativa in cui vengono attaccate le petroliere. Le petroliere hanno subito parecchi attacchi. Se gli assalitori avessero voluto affondarle, si sarebbe verificato un disastro ecologico  nel golfo dell’Oman e nell’Oceano Indiano. L’Iran vuole che tutti si siedano al tavolo dei negoziati, inclusi i paesi del Golfo, ma solo quando verranno tolte le sanzioni. 

“ Il presidente Trump sta puntando a mantenere lo status-quo. Questa situazione non può andar bene all’Iran dato che la sua economia ne soffrirebbe moltissimo. Stringere i denti e resistere fino alla fine del mandato di Trump farebbe il gioco di quest’ultimo e  non avverrà. Le tensioni nel golfo sono iniziate quando Trump ha deciso di uscire dall’accordo sul nucleare ( JCPOA). E adesso, che paghi il prezzo di  questa decisione. Se l’Iran non può esportare il suo greggio significa che il paese deve essere pronto alla guerra” ha continuato la fonte. 

La Russia aveva suggerito all’Iran di rimanere nell’accordo sul nucleare e l’Iran prometteva di ritirarsi solo gradualmente. La leadership iraniana e’ convinta che Trump vorrebbe vedere l’Iran uscire completamente dall’accordo per poterlo accusare di andare verso la costruzione della bomba nucleare. 

Quello che sta avvenendo oggi in Medio Oriente e’ una vera e propria guerra, una guerra in cui le petroliere e le spedizioni di petrolio ( il 30% di tutte le forniture di petrolio passa attraverso il golfo)  sono i bersagli. Il presidente Trump e i suoi alleati in Medio Oriente saranno responsabili delle perdite e dell’aumento del prezzo del petrolio nel mondo dovuto agli attacchi alle petroliere che molto probabilmente non si fermeranno, anche di fronte alle minacce degli Stati Uniti. 

Se l’Iran considera le sanzioni deleterie per la sopravvivenza della sua popolazione nel medio periodo, significa che il paese e’ pronto ad andare in guerra e ad accettarne le conseguenze. Non è possibile minacciare un paese che sta già affondando economicamente. Comunque, se Trump togliesse le sanzioni, darebbe ai democratici un’arma in più per attaccarlo nella campagna elettorale. 

L’altra sua scelta potrebbe essere quella di togliere le sanzioni e invitare l’Iran a negoziare. E infine l’ultima opzione lo condurrebbe invece a sfidare l’Iran, a scontrarsi con lui, ben sapendo che l’intero Medio Oriente prenderebbe fuoco. Dopo tutto, la leadership iraniana dava il benvenuto alla portaerei americana  arrivata nel golfo definendola una sorta di “tiro a segno”. La palla e’ decisamente nella metà campo degli Stati Uniti, sta a loro decidere come giocarla. 

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