Iran e Unione Europea: procedimento di divorzio in corso

Di Elijah J. Magnier:@ejmalrai

Tradotto da: Alice (Ali) Censi

Come promesso, l’Iran sta parzialmente uscendo dal trattato sul nucleare (JCPOA). Questa può essere definita la “fase uno del ritiro” dato che si prevedono altre fasi nei prossimi mesi. Quello che sta avvenendo non è solo dovuto all’azione del presidente Donald Trump che ha stracciato l’accordo (JCPOA) ma anche ai fallimenti dei firmatari europei ( Francia, Regno Unito e Germania) che non hanno avuto la capacità di offrire incentivi all’Iran tali da convincerlo a continuare ad aderire al trattato. L’intero accordo sul nucleare resta in una specie di limbo adesso che i leaders occidentali si sono dimostrati inaffidabili, incapaci di rispettarlo  dopo la rinuncia di Trump. L’assenza di fiducia e collaborazione potrebbe  precludere qualunque patto futuro tra le nazioni, specialmente tra Stati Uniti, Europa e paesi mediorientali. 

L’importanza del mercato americano impedisce tutte le mosse europee volte a rispettare gli impegni presi con l’accordo sul nucleare. In un’intervista con al-Jazeera, Ellie Geranmayeh, vicedirettore del Consiglio Europeo Relazioni Estere per il programma Medio Oriente e Nord Africa, vede l’introduzione del sistema INSTEX come una cosa importante per il messaggio politico che manda. “ Gli E3 stanno preparando la tabella di marcia per sostenere gli scambi con l’Iran, per il momento saranno limitati, ma si spera che col tempo potranno estendersi”. 

L’Europa sta chiedendo all’Iran di aspettare senza prospettargli niente di quello che potrà fare in seguito. I leaders europei chiedono più tempo e “sperano” di trovare una soluzione, una prospettiva decisamente nebulosa finché Trump sarà presidente e l’Europa non unita. Infatti la politica estera europea e’ tutt’altro che omogenea. Anche se i firmatari europei dell’accordo non hanno imitato Trump nel revocarlo, non hanno comunque saputo offrire niente per compensare il danno creato all’economia iraniana dalle dure sanzioni imposte dagli Stati Uniti. 

Le relazioni commerciali tra Europa e Iran risentono della situazione molto di più di quelle tra Stati Uniti e Iran. In seguito all’ultimatum dato da Trump alle società in affari con l’Iran, quelle europee se ne sono andate dal paese. Alcune hanno pagato un indennizzo per non aver rispettato gli impegni. La loro precipitosa partenza compromette certamente la possibilità di accordi commerciali futuri tra l’Iran e le società europee. 

L’Europa sta permettendo all’Iran di acquistare cibo e medicine attraverso il suo sistema monetario INSTEX. L’Iran puo’ pero’ comprare queste merci senza ostacoli dalla vicina Turchia e da altri paesi non europei. Il vecchio continente non è più essenziale per l’Iran. 

L’Iran adesso sta facendo quello che ha promesso 60 giorni fa nell’anniversario della revoca dell’accordo nucleare da parte di Trump. E’ ancora molto lontano dal possedere armi nucleari ma ha aspettato 14 mesi, mostrando la sua pazienza in un’attesa senza vantaggi per la sua economia mentre la sua popolazione soffre. 

L’Europa non ha altro da offrire se non sostegno a parole. Non è in grado di opporsi agli Stati Uniti, e’ impreparata a fronteggiare le loro sanzioni, le manca la determinazione di fare oggi quello che fece la Francia nel 1986 quando si rifiutò di appoggiare militarmente gli aerei statunitensi che andavano a bombardare la Libia. 

Questo è solo l’inizio delle contromisure iraniane. 

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