La Russia decide di eliminare la frantumata al-Qaeda nel Levante.

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Damasco – di Elijah J Magnier: @ejmalrai

Tradotto da: Alice Censi

La Russia ha deciso di eliminare al-Qaeda in Siria attaccando l’organizzazione jihadista   e i suoi alleati su vari fronti nei territori settentrionali di Hama, Idlib, Homs e Damasco e intende farlo a breve anche nel sud.

La Russia ha deciso di fare questo passo a causa del collasso del gruppo dovuto alle spaccature e alle lotte intestine, non solo tra al-Qaeda (detta Jabhat al-Nusra o anche Hay’at Tahrir al-Sham) e le forze ostili al governo siriano che erano sue alleate, ma anche tra i vari nuclei jihadisti. Al-Qaeda, in Siria, è andata in frantumi come il vetro su un pavimento duro e i suoi pezzi sono disseminati ovunque.

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The new al-Qaeda splinter group in Syria: “Tanzim Hurras al-Deen” (Organisation of the Guardians of the Religion”.

Tre diversi gruppi jihadisti, insoddisfatti di stare sotto la bandiera di al-Qaeda nel levante e soggetti alla sua autorità, sono spuntati come funghi: “Jaish al-Badiya“ (l’esercito della steppa), ”Jund al-Malahem” (soldati epici) e “Jaish al-Sahel” (l’esercito costiero) . Successivamente, questi gruppi si sono uniti con il nome di “Tanzim Hurras al-Deen” (THD- l’organizzazione dei Guardiani della Religione) sotto la guida di Abu Hamman al-Suri e sono diventati operativi nel Ghouta orientale (Sariyat al-Ghouta e Sariyat Duma hanno dichiarato lealtà a THD), nella Lattakia rurale (Katibat al-Battar, Sayi’at al-Ghoraba’ e Saraya Kabul- tutti combattenti stranieri-hanno dichiarato lealtà a THD) nel sud di Idlib, nella città di Homs e in altre parti della Siria.

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Abu Hammam al-Suri leading Tanzim Hurras al-Deen, al-Qaeda’s less compromising version in Syria.

Al-Qaeda era stata colpita al cuore tempo fa dopo l’uccisione del suo capo, Osama bin Laden, che era rispettato da tutti i gruppi jihadisti ostili alla politica americana in medio oriente. Anche il segretario generale del Hezbollah Sciita libanese, Sayyed Hassan Nasrallah, si era riferito pubblicamente a lui come “Sheikh Osama”, un segno di rispetto nonostante le differenze a livello religioso e strategico tra sciiti e sunniti.

Ma la crisi odierna di al-Qaeda non è nata in seguito alla morte di Bin Laden, inizia prima, quando al-Qaeda in Mesopotamia era guidata da Abu Musab al-Zarqawi che non aveva mai seguito le indicazioni dei capi di al-Qaeda. Lui non solo li aveva contrastati, ma aveva imposto le sue vedute e interpretazioni religiose che avevano portato al-Qaeda in Mesopotamia verso un ulteriore estremismo, ben oltre qualunque gruppo estremista religioso dell’ultimo decennio. Gli atti di rivolta di Zarqawi hanno versato fiumi di sangue musulmano (non solo quello delle forze di occupazione americane nel 2003) con vari tentativi di giustificazioni religiose.

La frammentazione di al-Qaeda aumentò nel Levante quando Abu Bakr al-Baghdadi dichiarò il suo “stato islamico” e – lui che mandò uno dei suoi comandanti, Abu Mohammad al-Joulani in Siria per crearvi una base – decise di smantellare Jabhat al-Nusra e richiamare Joulani sotto il suo comando. Il comandante dello “Stato Islamico” (in seguito conosciuto come Daesh o ISIS) rifiutò gli ordini di Baghdadi: Abu Muhammad al-Joulani decise di separarsi dal suo Emiro rinnegando il patto di alleanza con Baghdadi (un atto islamico in realtà proibito). Più avanti, dichiarò lealtà-senza preavvisi- al capo di al-Qaeda Ayman al-Zawahiri, per proteggersi le spalle e mantenere il proprio potere e controllo sotto il suo comando.

La fretta di al-Zawahiri nell’accettare l’alleanza di Joulani fu poi considerata un grosso errore da parte dei jihadisti, infatti scatenò lotte intestine tra quelli della stessa fede permettendo ai loro nemici di disperderli e facilitarne l’eliminazione con il passare del tempo. Questa divisione involontaria ma determinata ha nei fatti protetto la Siria, il Libano, l’Iraq e la Giordania e i paesi vicini da un esercito di militanti capaci, determinati e decisamente numerosi.

Zawahiri ammise il suo errore in un incontro con la dirigenza dell’ISIS e disse che se ci fosse stato prima un contatto diretto e una chiara richiesta di rifiuto dell’alleanza con al-Joulani, lui non avrebbe rifiutato di farlo, per mantenere così la promessa di alleanza di Joulani a Baghdadi e tenere unita l’organizzazione. La decisione avventata e funesta di Zawahiri, rifletteva l’ansia di tenere nelle proprie mani il controllo di una potente al-Qaeda in Siria ma anche mette in luce oggi la debolezza e la mancanza di buon senso nella direzione di al-Qaeda in seguito all’uccisione di Bin Laden.

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Infighting between Jihadists: Jabhat al-Nusra bombed anti-government forces held’s village of Bastroun

La debole dirigenza centrale di al-Qaeda lontana dal Levante e l’assenza di un leader carismatico hanno permesso a molti gruppi di avvalersi del nome di al-Qaeda (come un “marchio registrato”) con lo scopo di attrarre reclute locali e straniere senza bisogno di aderire ai suoi insegnamenti e scopi come facevano Zarqawi e Baghdadi.

Così, cambiare il nome di “al-Qaeda nel Levante” da “Jabhat al-Nusra” a “Jabhat Fatah al-Sham” poi “Jaish al-Fath” per finire con “Hayat Tahrir al-Sham” non ha avuto successo nel camuffare la vera identità di al-Qaeda. Il passaggio del fucile di Joulani da una spalla all’altra ha causato solo confusione, in particolare quando venne rivelata l’informazione contradditoria che Joulani in segreto manteneva il patto con Zawahiri .

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Infighting between Jihadists: Over 40 Jabhat al-Nusra prisoners in Maarrat al-No’man

I combattenti stranieri che si erano uniti a Joulani nei primi anni della guerra siriana, erano motivati dalla sua promessa di alleanza con al-Qaeda e perché era riuscito a condurre centinaia di attacchi suicidi e tattiche militari di grande successo contro l’esercito siriano, guadagnando terreno e occupando città. Migliaia di reclute, locali e straniere, riuscirono ad avere una forza dirompente tale da spingere lo stesso Zawahiri a chiamare a raccolta tutti i Mujahdeen del medio oriente per unirsi sotto un’unica bandiera nel Levante.

Ma al-Joulani cambiò il proprio comportamento nel corso degli anni, osando imprigionare i capi e i legislatori di al-Qaeda (come il giordano Sami al-‘Aridi e Abu Jelayleb al-Urdini) mostrando una presa di distanza dall’autorità di Zawahiri. Joulani ha contribuito efficacemente alla distruzione dei gruppi siriani anti-governativi più deboli del suo confiscandone le armi.

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Infighting between Jihadists: Jabhat al-Nusra arresting Naser Za’tur in Kfarnub’bl

Al-Qaeda , comunque, si è scontrata con gruppi potenti che erano i suoi alleati di ieri, come Ahrar al-Sham e il movimento Nur al-Din al-Zanki ( che nell’ultima settimana ha formato una nuova alleanza chiamata “ Fronte di Liberazione Siriano), Suqur al-Sham (i falchi della Siria) e altri gruppi in varie zone, soprattutto in Ma’arat al-Nu’man e Jabal al-Zawiyya, scatenando animosità e ostilità nei suoi confronti da parte della maggioranza dei siriani che vi abitano, lontani dal controllo del governo.

Joulani ha liberato centinaia di membri dell’Isis che si erano rifugiati a Idlib per sfuggire l’esercito siriano, annettendoli nelle sue fila. Ha anche adottato e protetto Jund al-Aqsa, l’organizzazione takfiri vicina all’Isis e ha combattuto quelli del “Fronte di Liberazione Siriano”.

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Call for a manifestation in all anti-government held areas to expel Jabhat al-Nusra (Ha’at tahrir al-Sham) from all cities

Il leader di al-Qaeda in Siria è passato dall’essere “l’icona del fronte siriano” e “tutti noi siamo, senza eccezione, Jabhat al-Nusra” a “al-Joulani è una spia, un miscredente assetato di potere un maligno che revoca e tradisce i patti”.

La decisione russa di eliminare al-Qaeda o “al-Nusra”, ha indotto la Turchia a prendere le distanze da Joulani e dare istruzioni ad “Arhar al-Sham” e “Noureddine Zinki” di combatterlo, togliendo la copertura ad al-Qaeda, rappresentata da Joulani, poiché il progetto jihadista in Siria è fallito.

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Hasan Soufan, leader of Jabhat Tahrir Souria proposed a truce to Jabhat al-Nusra to stop the infighting.

Le ripetute esternazioni degli ideologi jihadisti salafisti come Abu Qatada al Filistini e Abu Mohammad al-Maqdisi (che credono nella teoria dell’ “irresistibile gruppo”e cioè che tutti i Mujahedeen devono marciare dietro la più forte e numerosa organizzazione sunnita, al di là dei suoi sbagli ) non sono riusciti a prevenire le lotte interne, limitando così le possibilità di tutti i jihadisti nell’arena siriana.

Anche se tutti questi movimenti si muovono nell’orbita della jihad salafista e si incontrano nello stesso credo e nella stessa fede, essi differiscono negli obbiettivi e nelle tattiche. Ciò ha portato molti gruppi all’abbandono di al-Qaeda: hanno sentito che era ora di liberarsene, soprattutto a Idlib e Damasco.

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“Tajam’o al A’bat”, a Saudi Arabia foreign fighters new gathering in Syria, declared non-involved in the infighting between Jihadists

Fonti all’interno della dirigenza di Damasco hanno detto che a Idlib il governo siriano, sostenuto dalla Russia, ha fermato gli attacchi nelle zone rurali poiché la Turchia è intervenuta su richiesta del presidente russo Putin mandando reparti militari a rimuovere al-Qaeda.

A Damasco e nel Ghouta orientale in particolare, si crede che l’eliminazione di al-Qaeda (Jabhat al-Nusra o Hay’at Tahrir al-Sham) abbia contribuito a tenere assieme gli altri gruppi armati (come l’esercito dell’Islam) a Duma, separata dalla parte sud del Ghouta orientale dopo che l’esercito siriano lo ha diviso a metà.

Abu Muhammad al-Joulani ha cercato di tenere la testa fuori dall’acqua aggrappandosi a ogni possibilità di salvezza, qualunque essa fosse. E’oggi comunque in una posizione instabile e non fa più parte della “rivoluzione siriana”. Ha perso il sostegno per al-Qaeda e i Mujahedeen sono divisi in due gruppi: uno vuole restare nel Levante combattendo fino alla morte mentre un’altra fazione conosciuta come i “nomadi jihadisti” ha cominciato ad andarsene verso altre destinazioni, lontano dalla maledizione del Levante: non è più un incubatore per la jihad o un ambiente sicuro.

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Ex-AQ in Syria leader” “The US officer, John, was aware of US weapons delivery to Jabhat al-Nusra by US financed Syrian real groups”.

Quelli che hanno preferito rimanere non hanno più un futuro nel Levante perché il “progetto”jihadista (ISIS e al-Qaeda) di cambiare il sistema di governo siriano non-religioso è fallito: chi resta è considerato un aggressore : se viene ucciso “ era un aggressore”, se uccide è considerato un assassino. Chiunque sopravvivrà in al-Qaeda pagherà un prezzo alto perché questo è il tempo dei compromessi e delle trattative nell’attesa di una generale soluzione politica : sarà assimilata o adottata dalle due superpotenze o usata  dagli altri stati della regione medio-orientale come un mercenario.

Damasco e Mosca sono seduti in contemplazione della battaglia tra coloro uniti dalla stessa fede, in attesa che la Siria “si auto-pulisca”: i sostenitori regionali hanno praticamente tolto il tappeto da sotto i piedi a questi  jihadisti.

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A revelation/claim by an ex AQ in Syria leader and “USA support to Jabhat al-Nusra”

La Russia è pronta a mettere fine ad al-Qaeda come ha fatto con l’ISIS, nelle  sue roccaforti più densamente occupate e nei suoi assembramenti (eccetto naturalmente nelle zone protette dagli USA nel nord-est della Siria e le  altre due sacche nel campo di Yarmouk e nel bacino di Yarmouk)

Zawahiri vede svanire davanti ai suoi occhi il sogno di controllare il Levante attraverso al-Nusra. Jabhat al-Nusra operava sotto la bandiera di al Qaeda negli anni della guerra in Siria perché Zawahiri voleva credere in Abu Muhammad al-Joulani, un cavaliere che non si preoccupa dell’origine del cavallo, pronto a sfinire il cavallo per raggiungere i suoi scopi. Oggi Joulani sta concludendo la sua carriera in Siria cadendo dal suo cavallo e uccidendolo, senza raggiungere lo scopo di sedersi al vertice del Levante sventolando la bandiera nera di al-Qaeda.

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