Israele si allena per contrastare gli S-300 e la Russia si avvicina al Libano. 

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Di Elijah J. Magnier:  @ejmalrai

Tradotto da: Alice Censi

L’aeronautica militare israeliana sta effettuando delle intense manovre aeree con i suoi F-35 Adir, in aggiunta agli F-16, nello spazio aereo libanese  per far fronte alla minaccia dei sistemi missilistici S-300 consegnati da Mosca a Damasco, di modo che Tel Aviv possa riprendere i suoi bombardamenti in Siria. Nonostante non ci siano dati a disposizione sulla reale efficienza degli S-300, la sola presenza di questi sistemi missilistici costituisce un pericolo per l’aviazione militare israeliana e le sue violazioni dello spazio aereo libanese e siriano. E’ chiaro che Israele non smetterà di mettere alla prova la pazienza della Siria violando il suo spazio aereo con la scusa di “ proteggere la propria sicurezza nazionale”.

Fonti ben informate hanno detto : “ Tel Aviv e Mosca non hanno mai interrotto il loro abituale coordinamento, stabilito per controllare ed evitare incidenti aerei nei cieli del Levante “. L’abbattimento dell’ IL-20 russo e la morte di tutto il  suo equipaggio ( 15 uomini) ha obbligato Israele a comunicare le sue bellicose intenzioni alla Russia con molto anticipo per permetterle di mettere in sicurezza i suoi aerei e il personale. Infatti proprio l’abbattimento del IL-20 ha accelerato la consegna dei tanto attesi sistemi S-300 .Sebbene la Russia possegga VHF (Very High Frequency) ad alta frequenza, sistemi di tracciamento  e radar in grado di rilevare  gli F-35 rendendoli visibili, abbatterli con gli S-300 è un altro paio di maniche. Qual è la risposta russa a questa teoria?  “lasciamo che gli israeliani mettano alla prova i nostri sistemi e vedremo i risultati”.

Tuttavia Israele può volare a bassa quota, violare lo spazio aereo libanese,  evitare i radar siriani per colpire gli obbiettivi in Siria da lontano. Per evitare questo scenario, purtroppo verosimile, la Siria ha bisogno di installare una copertura radar missilistica sulla catena montuosa orientale che si trova al confine con il Libano, per poter “vedere”sempre tutti gli aerei israeliani e i movimenti aerei sul Libano e Israele.

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La posizione della Russia non è cambiata, continuerà a mantenere le distanze dalla lotta tra Israele e l’ “Asse della Resistenza” ( Iran, Siria e Hezbollah). La Russia sta facendo di tutto per evitare un fallimento in Medio Oriente e per imporre la pace o almeno uno stato di non belligeranza. Questo comportamento è evidenziato dai numerosi incontri ad Astana e dalla possibilità che ha dato alla Turchia di contenere il pericolo  derivante dalla presenza dei jihadisti a Idlib per evitare un attacco su larga scala alla città e alle zone rurali. Mosca sta anche offrendo una opportunità – tramite negoziati – agli Stati Uniti di ritirare le loro truppe dal valico di al-Tanf tra Siria e Iraq che è diventato un peso per le forze militari di Washington a causa della presenza di decine di migliaia di rifugiati siriani che hanno bisogno di essere sfamati, curati e protetti. La Russia, inoltre, non ha mai interrotto i suoi contatti con i curdi a al-Hasaka e Deir-ezzour ( che sono sotto occupazione americana) per continuare ad avere relazioni con loro dopo il ritiro americano e per far sì che ci sia una riconciliazione tra il governo siriano e i curdi.

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Ma non è l’unica attività russa nel Levante : il vice ministro degli esteri Mikhail Bogdanov ha invitato e incontrato a Mosca molti politici e leaders di partiti libanesi. Bogdanov, secondo fonti che hanno partecipato a questi incontri, è apparso ben informato sulle dinamiche del Libano e sta chiedendo ai libanesi le loro preferenze sull’ identità del  (nuovo) presidente. Questa è una pratica che i russi non esercitano da decenni e rivela i loro piani di restare in Medio Oriente, forse per rimpiazzare il ruolo degli Stati Uniti e dell’Europa o forse per condividere il predominio e l’influenza sulla regione.

Secondo queste fonti, Bogdanov ha anche parlato di Hezbollah, descrivendo l’organizzazione come “ formata da ottimi e disciplinati combattenti”. Migliaia di loro hanno combattuto a fianco  delle forze russe in Siria negli ultimi anni della guerra.

“ Hezbollah si contrappone ai piani di espansione di Israele in Libano. Ciò nonostante, la Russia non è astiosa nei confronti di Israele né di Hezbollah ma cerca di mantenere uno status di pace che imponga una relazione non bellicosa tra i due” ha detto la fonte citando il  vice ministro.

Fonti informate sulla politica della Russia hanno riferito : “ le relazioni di Mosca con l’Iran e Hezbollah  fioriscono quando gli Stati Uniti e l’Occidente stabiliscono delle cattive relazioni con lei, pertanto non si può contare su un suo ruolo attivo : Mosca ha deciso di tenere la barra al centro”.

La Russia non informa i suoi partners in Siria delle intenzioni israeliane  e dei bombardamenti purchè i suoi piani nel Levante non vengano danneggiati e i bombardamenti di Israele siano limitati. Tuttavia  gli israeliani sono riusciti a distruggere la maggior parte dei depositi militari dell’esercito siriano, indebolendo le sue potenzialità. La Russia ha portato in Siria gli S-300 non solo per l’abbattimento del suo IL-20 ma anche per ristabilire e preservare l’equilibrio. Fonti vicine al presidente siriano Bashar al-Assad , tuttavia, dicono : “ la Siria ha molte carte ancora da giocare, a tempo debito”.

“ Si può creare un equilibrio di potere tra Israele e la Siria, simile a quello che Hezbollah ha imposto nel 1996 e nel 2006 ( bombardando gli insediamenti quando Israele bombarda indiscriminatamente ). Questa equazione, tuttavia, è prematura per la Siria anche per un altro fattore : la presenza americana ad al-Tanf e al-Hasaka. Le forze turche, inoltre, sono tuttora ad Idlib e il pericolo che deriva dalla presenza dei jihadisti esiste ancora” dice la fonte.

Per Israele sarà difficile smettere di colpire la Siria, mentre Damasco ha “il dito sul grilletto” degli  S-300 e di altri missili anti-aerei. Non è chiaro per quanto tempo Mosca riuscirà a mantenere una posizione neutrale, in particolare proprio adesso che la sua sfera di influenza sembra si stia allargando oltre la Siria, verso il Libano.

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