Gli Stati Uniti hanno proposto un ritiro parziale e un alleggerimento delle sanzioni ma Damasco ha detto no.

Di Elijah J. Magnier     @ejmalrai 

Tradotto da A.C. 

Damasco ha confermato la notizia della visita in Siria dell’inviato speciale del presidente Trump per i rapporti con i paesi in cui si trovano gli ostaggi, Roger Carstens, e del principale funzionario dell’antiterrorismo Kash Patel, nonché del loro incontro con Ali Mamlouk, capo della sicurezza nazionale del paese ( contro il quale, tra l’altro, l’Unione Europea e l’amministrazione americana hanno imposto sanzioni). E’ stata l’ultima di tre visite fatte dagli Stati Uniti a Damasco: la prima, nel 2017, fu organizzata dagli Emirati Arabi Uniti e vide l’arrivo in Siria, all’aeroporto di Damasco, di una delegazione politica e militare che si sarebbe poi incontrata con Mamlouk. 

Il motivo di quest’ultima visita riguardava il rilascio di prigionieri americani arrestati a Damasco. Più di uno dei catturati ha la doppia nazionalità, siriana e americana e insieme ad altri era entrato nel paese senza passare attraverso i canali ufficiali finendo poi con l’essere “venduto” dai cosiddetti ribelli.

Fonti a Damasco hanno detto: “ la leadership non ha nessuna intenzione di dare una mano al presidente Trump in occasione delle elezioni e quasi sicuramente nessun americano verrà rilasciato per quest’anno, fino a quando Trump sarà al potere”.

“ Il brigadiere generale Ali Mamlouk chiedeva ai diplomatici  americani che riceveva nel suo ufficio a Damasco se avessero in progetto di ritirare le loro truppe dai territori siriani occupati a partire dalla zona del nord-est, ricca di giacimenti di gas e petrolio. Se all’esercito siriano fosse stato concesso di attraversare il fiume per riprendersi il controllo di queste fonti di energia a quel punto la Siria avrebbe preso in seria considerazione la faccenda: non prima ” diceva la fonte.

 Mamlouk rifiutava l’offerta, fatta da questa delegazione di alto livello, di alleggerire le sanzioni imposte alla Siria dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti in cambio dell’immediato rilascio di almeno un ostaggio. I membri della delegazione insistevano sui tempi del rilascio. Apparentemente non avevano alcuna autorità per poter discutere il ritiro di tutte le truppe americane dai territori siriani del nord-est. “ I diplomatici statunitensi accennavano alla possibilità di andarsene da al-Tanf dove, 

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