Assad: “Israele ha esaurito la nostra pazienza e l’Iran starà in Siria fino a quando ce ne sarà bisogno”. Ma Putin ha distolto Netanyahu dalle sue “idee inopportune” nei confronti di Siria e Iran?

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Di Elijah J. Magnier : @ejmalrai

Tradotto da: Alice Censi

Il presidente siriano Bashar al-Assad ha comunicato alla dirigenza russa che “ Israele ha esaurito la nostra pazienza”…” gli aerei israeliani saranno un bersaglio legittimo per i nostri sistemi di difesa se Tel Aviv non sospende le sue provocazioni e smette di colpire le nostre postazioni militari e i nostri aerei.” Secondo coloro che sono responsabili delle decisioni, “Assad non ha alcuna intenzione di chiedere all’Iran e ai suoi alleati di lasciare il Levante fino a quando parte del territorio siriano sia occupato.” Assad ha incluso le alture del Golan in “ tutti i territori siriani occupati”nonché il nord della Siria dove le forze turche e americane, a differenza di quelle iraniane, sono presenti senza il consenso del governo siriano.

Secondo la fonte, inoltre, “Assad ritiene che il governo siriano non verrà ammansito da un piano russo che potrebbe proporre  il ritorno di tutti i rifugiati- per potersi quindi candidare alle prossime elezioni su tutto il territorio siriano – e la ricostruzione della Siria da parte della comunità internazionale per ottenere in cambio il ritiro iraniano.

Comunque, l’applicazione della risoluzione delle Nazioni Unite 242(1967) (ritiro delle forze armate israeliane dai territori occupati nel conflitto recente) e il rispetto della sovranità siriana (cessazione delle violazioni israeliane dello spazio aereo siriano)è la strada giusta per arrivare al ritiro di tutte le forze dalla Siria,incluse quelle iraniane, ha detto la fonte.

La Russia sta cercando di creare stabilità nel Levante che considera una base permanente per le sue forze e una piattaforma essenziale per una futura espansione economica e un collegamento con il mondo. L’agenzia di informazione Tass ha detto che il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov e il capo di stato maggiore delle forze armate Valery Gerasimov “ hanno fatto visita al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per discutere le problematiche relative al conflitto siriano”. L’incontro, durato due ore, fa parte di uno scambio di visite programmate durante l’ultima visita di Netanyahu a Mosca durante la quale ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin.

La Russia è presa in mezzo tra due paesi difficili, la Siria e Israele , in cui i rispettivi leaders non concedono niente senza un’abile negoziatore. Cercare un ritiro israeliano dalle alture occupate del Golan è tuttavia una missione impossibile per Putin, soprattutto con Netanyahu in carica. E’ pertanto molto più probabile che Israele continui a violare lo spazio aereo israeliano e a bombardare a casaccio. In cambio, si pensa che la Russia vedrà, con soddisfazione, la risposta dell’esercito siriano a questi attacchi previsti da parte di Israele, con la speranza (esile) di riuscire a ottenere da entrambe le parti delle concessioni alle loro rispettive richieste.

Si prevede che la Russia comunicherà al premier israeliano la possibilità che la Siria apra il fuoco contro gli aerei israeliani e risponda alle future aggressioni.

Anche mentre l’esercito siriano e i suoi alleati stavano liberando il sud della Siria (le province di Daraa e Quneitra) e durante l’attacco allo “Stato Islamico” (ISIS) per liberare i villaggi e il territorio che occupa ( lungo la linea di separazione del 1974 ), quattro aerei israeliani hanno violato lo spazio aereo libanese e fatto fuoco dalla valle della Bekaa. Dieci missili sono stati lanciati contro un obbiettivo militare siriano tra le città di Zawi e Deir Mama nella provincia di Homs. Sei di questi missili hanno raggiunto il bersaglio.

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A Syrian fighter jet is seen in flames after it was hit by the Israeli military over the Golan Heights on September 23, 2014. (photo credit: AFP/JALAA MAREY)

Il giorno seguente, il 24 di luglio, Israele ha lanciato un missile Patriot contro un aereo Su-22M4 siriano che stava bombardando l’ISIS a sud di Quneitra. Questa è una chiara violazione dell’accordo del 1974 che “ permetteva alle forze aeree dei due paesi ( Siria e Israele) di operare all’altezza delle loro rispettive linee senza interferenze dell’altra parte.” Israele che si sente forte grazie all’appoggio degli USA e crede di avere la Russia al suo fianco, sta provocando e sfidando l’esercito siriano. Si ritiene che Damasco aspetterà il momento adatto per aprire il fuoco sugli insediamenti israeliani o le città quando il sud della Siria sarà liberato dalla presenza dell’ISIS o forse quando si presenterà l’opportunità.

I centri di sviluppo militare siriani che si trovano sul territorio, puntano alla fabbricazione di missili a medio e lungo raggio, avvantaggiati dalla lunga esperienza acquisita in sette anni di guerra e dallo sviluppo di una nuova tecnologia militare progettata dagli alleati.

Fonti interne alla leadership siriana riportano che “ Damasco ha accordi di difesa e cooperazione con parecchi paesi, per cui lo sviluppo del suo arsenale militare fa parte di un piano per la difesa del suo territorio contro ogni aggressione esterna.”

Fonti interne agli alleati della Siria hanno detto quanto segue : “ l’Iran è riuscito a consegnare a Hezbollah decine di migliaia di missili di ogni calibro, quelli di più alta precisione e accuratezza sono già stati consegnati e verranno usati se mai Israele decidesse di attaccare il Libano. Impedire alla Siria di sviluppare il suo arsenale è quindi un’ idiozia, un’idea irrealizzabile.”

Gli ufficiali israeliani hanno sollevato la questione delle armi a lungo raggio sviluppate dalla Siria da oltre un decennio – e che continua a fare- . “ Non è ovviamente possibile accogliere questa richiesta indipendentemente da quello che Israele sia in grado di offrire in cambio, anche se le alture del Golan fossero sul tavolo dei negoziati. Hezbollah ha questi missili nei suoi arsenali ed è riuscito a creare un equilibrio di potere con Israele fermando gli israeliani durante la seconda guerra in Libano nel 2006. La sovranità della Siria è a rischio e senza missili di precisione la Siria si indebolirebbe e Israele non fa accordi con i paesi deboli” ha riferito la fonte.

Il messaggio di Assad è molto chiaro e lui è determinato a fermare in futuro le aggressioni israeliane, sta comunicando la sua prontezza a rispondere malgrado la richiesta russa di “ abbassare il livello di tensione con Israele”. Secondo Assad, “la sicurezza e la  protezione della Siria vengono prima delle relazioni con il nostro alleato strategico, la Russia. Il governo siriano non si conformerà alla politica dell’auto-controllo a meno che Israele non smetta di bombardare obbiettivi militari in Siria.” Assad rifiuterà qualunque richiesta russa di autocontrollo se Israele continua a provocare l’esercito siriano.

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Durante i sette anni di guerra che sono stati imposti alla Siria, Israele ha attaccato più di cento volte le posizioni dell’esercito siriano in diverse parti del paese. Ha sostenuto anche militanti e jihadisti dando loro appoggio militare e informazioni (intelligence), servizi di logistica e assistenza medica. L’esercito siriano si è limitato a intercettare il più possibile i missili israeliani e ha abbattuto due aerei ( Israele ha riconosciuto l’abbattimento di un solo aereo) sulle alture del Golan occupate, durante una loro incursione.

Durante l’ultima visita di Netanyahu a Mosca – secondo i più alti responsabili delle decisioni in Siria – il primo ministro israeliano ha detto che il suo esercito “ ha intenzione di attaccare l’ISIS, al-Qaeda e altri jihadisti e militanti nel sud della Siria lungo la linea del disimpegno del 1974 e avanzare nel territorio siriano per creare una zona cuscinetto ( buffer zone). Il primo ministro israeliano cercava l’approvazione di Putin al suo piano e, quindi, il riconoscimento dell’occupazione permanente delle alture del Golan. Ogni futuro negoziato tra Siria e Israele si sarebbe perciò concentrato sul nuovo territorio occupato e non più su quello occupato durante la guerra dei sei giorni del 1967 e annesso nel 1981.

Il presidente Putin, ha detto la fonte, rispondeva che “ la Russia può garantire che l’Iran e i suoi alleati non spareranno neppure un colpo oltre la linea del disimpegno del 1974 durante la liberazione del sud siriano. Questa linea è approvata dalle Nazioni Unite e quindi verrà rispettata. Se decideste di spingere il vostro esercito oltre questa linea, offrireste all’Iran e ai suoi alleati il regalo più grande e una occasione buona per attaccarvi. Io ritirerò le mie forze dal sud e vi lascerò a gestire le vostre idee sbagliate.”

Netanyahu considerava il presidente Putin un grande amico di Israele poichè impegnato a prevenire gli attacchi al di là della linea del 1974 mentre il presidente Assad ritiene che Putin abbia vinto sia nei confronti di Netanyahu che del presidente Trump riconoscendo la linea del disimpegno del 1974. Ciò significa che la Russia non ha dato proprio nulla a Israele e agli Stati Uniti: si è limitata a riconoscere la linea già stabilita di modo che ogni futuro negoziato per arrivare al recupero delle alture del Golan occupato inizierà da questa linea.

Assad ha vinto contro tutti quei paesi che “ hanno fatto del loro meglio” offrendo decine di miliardi di dollari, che hanno investito nell’”intelligence”, mandato truppe, aperto la strada ai jihadisti in arrivo da tutto il mondo soltanto per rovesciarlo. Ma il regime ha tenuto, forte e compatto e ne è uscito più forte che mai con un’impareggiabile esperienza militare . Assad, pertanto, non si farà il minimo scrupolo nel momento in cui deciderà di rispondere a Israele, al momento opportuno.

Dopo la liberazione del sud, la Siria si troverà davanti due paesi che la stanno occupando, gli USA e la Turchia. Non ci saranno più decine o centinaia di gruppi e organizzazioni pagate da vari paesi stranieri con cui scontrarsi. Quando Assad dice “ la mia pazienza sta finendo” significa che far fuoco contro gli aerei israeliani non sarà difficile e che i suoi alleati, l’Iran e Hezbollah, saranno più che contenti di sostenerlo.

E infine,Assad fa parte dell’”asse della resistenza” e l’anno 2018 non assomiglia agli anni 2000, prima che lui si unisse all’asse. Allora, la comunità internazionale e i paesi arabi avevano offerto al presidente siriano molte concessioni e appoggio finanziario affinchè fermasse il flusso di armi dall’Iran al Libano attraverso Damasco e il porto di Lattakia. A un certo punto Assad aveva detto a Hezbollah che non si sarebbe consegnato agli americani ma non li avrebbe intralciati. Oggi, dopo sette anni di guerra, la Siria ha scelto i suoi amici e i suoi alleati. L’Iran e Hezbollah sono parte della Siria e il loro destino è legato al Levante. Hanno offerto aiuto economico, logistico, petrolio, uomini che a migliaia sono stati uccisi e feriti per mantenere unita la Siria: questo Assad non lo potrà mai dimenticare.

La Russia, dall’altra parte, è alleata della Siria, condividono l’interesse a mantenere la stabilità nel Levante. Ha anche interessi con Israele, con gli USA e con i paesi arabi del golfo che hanno giocato un ruolo importante nei sette anni di guerra in Siria. Putin, comunque, è riuscito a mandar giù la provocazione turca nel 2015 quando il sistema di difesa turco aveva abbattuto un Sukhoi russo durante un’operazione contro i jihadisti nella provincia di Lattakia. Accetterà adesso la continua sfida di Netanyahu alla stabilità della Siria accettando e credendo di poter negoziare sotto attacco?

Se Putin tira un pallone a Donald Trump durante l’incontro di Helsinki avvenuto in questo mese, e qui lancia la palla a Netanyahu per prendere una decisione, sta fermando le sue incursioni in Siria o sta incoraggiando una “escalation”?

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