Gli Stati Uniti fingono di sostenere l’indipendenza della Siria e dell’Iraq

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https://twitter.com/syria_map/status/1056624475985317889

Di Elijah J.Magnier: @ejmalrai

Tradotto da: Alice Censi

Durante il 14° vertice dell’ Istituto Internazionale di Studi Strategici ( IISS) sulla sicurezza, tenutosi nella capitale del Barhein, Manama, Brett McGurk, l’inviato americano della coalizione globale nata per sconfiggere lo “Stato Islamico” (ISIS), ha espresso una insolita preoccupazione, non competente al suo incarico, nei riguardi della Siria, quando ha detto che è “necessario che le milizie sostenute dall’ Iran lascino la Siria per garantirle stabilità e indipendenza ”. L’ inviato speciale del presidente americano ha aggiunto che non vede l’ora che si sviluppino “interessi reciproci tra USA e Iraq e che gli iracheni consolidino i loro stessi interessi e la loro sovranità “.

McGurk, direttamente coinvolto nella formazione della leadership irachena ( Presidente del parlamento , Presidente della repubblica e Primo Ministro ) negli ultimi mesi, non è riuscito a far vincere il suo candidato, Haidar Abadi, e neppure e’ riuscito ad impedire che Faleh al-Fayyad arrivasse al potere. Secondo fonti di informazione a Baghdad, al-Fayyad sarà nominato Ministro degli Interni, un ruolo che impone il coordinamento con le forze americane in Iraq. Infatti McGurk e Fayyad si sono scontrati in parecchie occasioni durante il tentativo – fallito – dell’inviato statunitense di limitare l’attivita’ dell’Iran e di Hezbollah nella formazione della nuova leadership irachena a Baghdad.

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ISIS posting in front of US-made​ vehicles captured from the Kurds in Baghuz and Sousah.

Gli Stati Uniti stanno concentrando  tutta la loro diplomazia contro l’Iran in vista dell’attuazione unilaterale di tutte le sanzioni  contro la “Repubblica Islamica” prevista per il 4 di novembre . E’ questo il motivo per cui McGurk sta attaccando l’Iran in Siria e in Iraq. Il nuovo governo iracheno, tuttavia , sta superando le richieste degli USA ad Abadi : il nuovo primo ministro Adel Abdel Mahdi ha ordinato a Hashd al-Shaabi di dispiegare le proprie forze lungo i confini siro-iracheni. Abadi aveva tenuto Hashd lontano dai confini dove erano di stanza le forze americane che occupano una parte del territorio siriano e il valico di al-Tanf tra il Levante e la Mesopotamia.

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Erroneamente, Washington crede che tenere i suoi Marines in Siria significhi limitare l’influenza e i movimenti delle forze iraniane e dei loro alleati nel paese. Ma oggi, l’influenza iraniana in Siria e’ ben consolidata, grazie al sostegno illimitato che è stato dato al governo di Damasco. Anche in Iraq la presenza americana non è riuscita a limitare il peso dell’Iran sulla formazione del nuovo governo .

La preoccupazione americana e’ pertanto giustificata : Washington, con i suoi alleati , ha perso. Ha fallito nel tentativo di “cambiare il regime” di Damasco nonostante i sette lunghi anni di guerra. Gli americani hanno usato ogni strumento possibile e esercitato qualunque tipo di pressione senza trarne alcun vantaggio . La leadership americana ha usato la scusa degli “attacchi chimici” per bombardare l’esercito siriano senza riuscire a cambiare le dinamiche sul terreno. Ha usato anche la carta dei profughi siriani cercando di impedire il loro desiderato ritorno. Ha fallito nel cercare di tenere chiuso il valico di Naseeb tra Siria e Giordania per impedire alla Siria un miglioramento economico ma continua ad occupare al-Tanf per impedire che arrivino centinaia di milioni di dollari a Damasco grazie ai rilevanti commerci tra Iraq e Siria.

L’amministrazione americana non ha certo esitato a sostenere indirettamente al-Qaeda a Idlib (dopo averla direttamente  sostenuta e  addestrata negli anni della guerra). Gli americani hanno lanciato un serio avvertimento ad Assad nel caso ci fosse stato un attacco nelle zone rurali di Idlib e Lattakia dove si trovano i jihadisti che la Turchia non è riuscita a far sloggiare. Washington sta inoltre usando i curdi della provincia di al-Hasaka come scudi umani a protezione delle forze americane che occupano la provincia. E ultimo, ma non meno importante, gli Stati Uniti stanno usando le Nazioni Unite per cercare di modificare la costituzione siriana, una operazione che solo il parlamento siriano può fare.

Tutto questo non ha fermato McGurk a chiedere il ritiro delle forze sostenute dall’Iran “per garantire che la Siria sia stabile ed indipendente”. L’inviato americano si è dimenticato che le forze statunitensi non sono mai state invitate in Siria e vengono considerate forze d’occupazione. Oltretutto, è Damasco che ha chiesto all’Iran aiuto contro i jihadisti  quando gli Stati Uniti e i loro alleati ( Arabia Saudita e Turchia) permettevano loro di passare liberamente i confini nella speranza  di creare uno stato fallito. Non spetta a Washington ( ma neppure a Mosca, come in più occasioni hanno ribadito i russi ) chiedere il ritiro di tutte le forze non siriane dal Levante.

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Durante i sette anni di guerra, mai gli Stati Uniti hanno avuto come obbiettivo la stabilità della Siria ne’ hanno agito in armonia con gli “interessi della popolazione “. Nessuna istituzione siriana ha dato loro il diritto e la libertà di parlare a nome suo. Le forze americane stanno bloccando il valico di al-Tanf per cercare di impoverire la popolazione siriana. Gli Stati Uniti hanno protetto l’ISIS nell’ enclave del nord-est senza eliminare i jihadisti. Non solo, l’ISIS ha attaccato, imprigionato e ucciso decine di curdi  “proxies” americani nel nord-est siriano. Non è chiaro il motivo per il quale le forze americane abbiano permesso all’ISIS di spostarsi e occupare zone attorno e dentro Hajin quando, alcuni mesi fa, distruggevano intere unità dell’esercito siriano spostandosi centinaia di metri a est dell’Eufrate in un’area controllata dall’ISIS.

L’amministrazione americana non accetta la realtà, e rifiuta di ammettere la propria sconfitta in Iraq e in Siria. Oggi si muove unilateralmente contro l’Iran e applica ulteriori sanzioni che sono certamente in grado di colpire l’economia del paese. Gli americani, tuttavia, non saranno mai in grado di compromettere l’ideologia iraniana presente in Iraq e in Siria grazie, ironicamente, alla loro fallimentare politica estera e alla strategia del cambio di regime usata per proteggere la loro egemonia e il loro dominio del Medio Oriente .

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