Ridisegnare il Medio Oriente : perché l’Occidente dovrebbe smettere di intervenire (1)

Di Elijah J. Magnier: @ejmalrai

Tradotto da: Alice Censi

Qualunque intervento straniero, sempre, è riuscito a far sì che il Medio Oriente si riconfigurasse diversamente da quello che era il loro intento. Le dure reazioni a questi interventi hanno creato  esattamente l’opposto di quello a cui ambivano. Esaminando la storia recente, (gli ultimi 40 anni, dopo l’espulsione dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina dal Libano) vediamo che la lista è catastrofica. Scopriamo che c’è stata la nascita e la formazione di Hezbollah, di Hamas, di al-Qaeda, dell’ISIS, la rimozione del regime dei Talebani, di Saddam Hussein, di Moammar Gheddafi, il tentativo di rovesciare il presidente siriano Bashar al-Assad, il tentativo di dividere l’Iraq e la guerra in Yemen. La lista è una testimonianza delle incredibili risorse messe in campo da Stati Uniti, Israele, Europa e i loro alleati in Medio Oriente per cercare di “cambiare i regimi” e illustra il loro totale fallimento nel tentativo di creare “un nuovo Medio Oriente”. 

Sono riusciti invece a creare generazioni di potenti “attori non-statali”( o quasi-statali). Hanno rafforzato l’influenza dell’Iran in Medio Oriente e riportato la Russia nell’arena internazionale dopo il torpore della Perestroika. Contemporaneamente però hanno causato immense devastazioni, distrutto le infrastrutture essenziali di molti paesi facendo regredire duramente  questa parte del mondo e hanno portato ad un aumento della migrazione, della miseria, alla mancanza di servizi essenziali ,grandi traumi che hanno fomentato la rabbia nei confronti dell’Occidente. Una somma di denaro immensa è stata pagata dai paesi mediorientali, soprattutto in seguito alle richieste e agli accordi con gli Stati Uniti, che ha debilitato gli abitanti e i governi  della regione e il cui risultato è sotto gli occhi di tutti :una regione ancora più povera, instabile e ostile all’Occidente. 

L’invasione israeliana del Libano del 1982 ( che è riuscita a raggiungere l’obbiettivo di espellere l’ OLP, l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, diventata uno stato nello stato) favoriva la nascita di un esercito non regolare, organizzato, denominato Hezbollah, il “partito di Dio”. Il Libano era dominato da un lato dai cristiani maroniti e dall’altro dai palestinesi. L’ OLP e altri gruppi minori palestinesi attaccavano Israele di tanto in tanto dal sud del Libano con razzi di fabbricazione sovietica (Katyusha) o anche di piccolo calibro collegati a un temporizzatore, posizionati in un uliveto o in un campo di aranci e orientati verso Israele. 

Israele, erroneamente, era sicuro di riuscire a creare un “ amichevole, obbediente, impotente protettorato” (il Libano) a nord. La sua intenzione era quella di forzare la mano alla dirigenza  libanese e farle firmare un trattato di pace che avrebbe sottomesso il Libano alle sue volontà e ai suoi piani espansionistici. L’ OLP era capeggiata da Yasser Arafat un uomo con obbiettivi pragmatici che aveva parecchi contatti in Medio Oriente e nel mondo. Essendo finanziato da parecchi stati arabi, le sue decisioni erano influenzate dai loro leaders e l’organizzazione era così corrotta da non poter rappresentare un serio pericolo per Israele. Arafat era pronto a firmare un trattato di pace con Israele ( e così fece anni dopo) ed era un leader laico ben lontano da qualunque fede ideologica. 

L’ Organizzazione per la Liberazione della Palestina fu scacciata dal Libano e questo spianava la strada alla comparsa di Hezbollah e alla sua forza crescente. Nel corso degli anni Hezbollah ha imparato ad affrontare la politica interna ed è riuscito a conquistare “il cuore e l’anima” della popolazione poiché non era un’entità separata dalla comunità sciita libanese bensì una sua parte inscindibile. 

Nel 1992 sbagliando e non capendo come funzionava l’organizzazione, Israele assassinò Sayyed Abbas al-Moussawi e i membri della sua famiglia. Al-Moussawi era un leader di Hezbollah, in sostanza il suo guru teologico, una figura paterna, un modesto comandante. Tel Aviv era convinta di aver assestato un duro colpo a Hezbollah credendo che l’organizzazione fosse piramidale. Sayyed Abbas fu invece sostituito dall’astuto e carismatico psicologo della guerra e grande innovatore Sayyed Hassan Nasrallah che portò il gruppo a raggiungere dimensioni incredibili trasformandolo in una potentissima organizzazione. 

Sotto la guida di Sayyed Nasrallah Hezbollah è diventato più forte dell’esercito libanese e delle forze di sicurezza del Libano messi insieme. Oggi l’organizzazione ha missili di precisione a combustibile solido, missili anticarro a guida laser, missili di precisione anti-nave, missili anti-aerei guidati e parecchie migliaia di uomini molto ben addestrati e disciplinati nelle sue Forze d’Elite. Ha infrastrutture sociali, un ospedale, scuole, una banca, uffici dedicati alle vedove e alle famiglie dei martiri, generatori di energia elettrica nel sud del Libano e nei sobborghi di Beirut e dirige molte  municipalità. 

Nel 2005 in seguito all’assassinio del membro del parlamento ed ex primo ministro Rafiq Hariri, gli Stati Uniti credevano di poter riprendere il controllo del Libano, riuscivano a far estromettere la Siria dal paese, mettendo fine alla cosiddetta egemonia politica e militare della Siria. Spingendo fuori dal paese i siriani,  il Libano divenne una mina vagante, senza un Maestro che ci pensasse su almeno due volte prima di scatenare l’inferno contro Israele o  permettesse a un gruppo come Hezbollah di farlo. 

Così, senza l’intervento siriano nel governo libanese, oggi Hezbollah fa parte del parlamento e ha ben 18 ministri nell’attuale governo, governo che appoggia i suoi obbiettivi strategici di usare la forza militare contro Israele in caso di guerra ma anche di continuare a essere in possesso delle sue armi moderne come “ fattore di equilibrio” che disincentivi un eventuale attacco deciso con disinvoltura da Israele. 

La guerra del 2006 “ per distruggere Hezbollah” inoltre, creava una inedita catena di rifornimenti militari che partiva dalla Siria per raggiungere Hezbollah durante il conflitto. Hezbollah imparava ad usare i letali missili anticarro russi a guida laser “Kornets”in poche ore e impediva così a Israele di raggiungere i suoi obbiettivi. Hezbollah divenne ancora più forte e ampliò il suo arsenale  dotandosi di armi appropriate, dopo l’ esperienza della guerra del 2006. 

Il 12 febbraio 2008 Israele assassinava Haj Imad Mughnniyah, ovvero Haj Radwan che era il vice capo del Consiglio della Jihad. Comandava l’ “esercito”, l’innovazione militare, i servizi d’intelligence all’estero, controllava l’appoggio all’Iraq e alla causa palestinese e tante altre questioni, tutte nelle mani di un solo uomo. Il suo assassinio fu un duro colpo per Hezbollah. Nasrallah tuttavia distribuiva tutte le funzioni che erano state di Imad a una mezza dozzina di comandanti che erano già all’interno dell’organizzazione. L’ operazione ebbe successo infatti riuscirono ad aumentare la forza di Hezbollah e le sue prestazioni come si è visto in Libano, in Siria e in Iraq. La dirigenza di Hezbollah è orizzontale e nessuno è indispensabile. 

Nonostante le obiezioni di molti paesi, Hezbollah ha imposto un “ presidente della repubblica” cristiano, il generale Michel Aoun. Ha difeso il primo ministro sunnita Saad Hariri quando fu sequestrato a Riad dal principe Mohammad Bin Salman e ha insistito perché venisse nominato nel governo attuale. Ha accettato di avere un numero di ministri inferiore nel nuovo governo (anche se la quota gli avrebbe permesso di nominarne di più). Ha imposto un ministro sunnita che rappresenta le minoranze sunnite, e il ministro della sanità è stato scelto su suo ordine . 

Hezbollah non nasconde il fatto che i costi della sua assistenza sanitaria siano elevati. Questo non è solo dovuto al  suo coinvolgimento in Siria e le conseguenti ferite subite dai suoi membri ( infatti rappresentano una piccolissima percentuale delle sue spese), ma è fondamentalmente riconducibile alle decine di migliaia di famiglie iscritte al suo sistema sanitario gratuito e esteso a tutti i componenti delle famiglie dei militanti. Inoltre, e questo riguarda tutti i libanesi, nessuno escluso, c’è il grosso  problema del prezzo delle medicine importate che è incredibilmente alto, a causa soprattutto del monopolio ( mancanza di offerta competitiva) e della corruzione: le stesse medicine prodotte in Turchia, Siria o Iran, infatti, sono meno costose di quelle che si possono trovare in Libano. 

Le interferenze nel corso degli anni negli affari del Libano non lasciano dubbi : sono state controproducenti per chi è intervenuto mentre hanno agevolato moltissimo Hezbollah, i suoi alleati in Iran e in generale l’ ”Asse della Resistenza”. Sarebbe stato molto più proficuo permettere ai paesi del Medio Oriente di evolversi con i loro tempi e scegliere autonomamente i loro sistemi di governo senza intromissioni straniere . 

Gli Stati Uniti e i loro alleati non avrebbero la possibilità di intervenire con successo in Libano o in un qualsiasi altro paese, specialmente mediorientale, se non trovassero quel sostegno interno pronto ad accontentare Washington e a permettere alla sua amministrazione di divertirsi giocando con il destino del paese. Tutto questo potrà finire nel momento in cui le popolazioni locali si  accorgeranno delle ingerenze straniere. 

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