Lo scenario peggiore per il Libano: una guerra civile

Di Elijah J. Magnier: @ejmalrai

Tradotto da Alice Censi 

Il segretario generale di Hezbollah Sayyed Hassan Nasrallah ha fatto presente che le proteste antigovernative in corso in tutto il Libano potrebbero favorire il “ caos, il collasso dello stato e anche una guerra civile”. Quale sarebbe lo scenario che potrebbe portare ad una guerra civile? E’ una reale possibilità? 

I libanesi pensano che le sollevazioni in atto siano state scatenate dalle tasse imposte mensilmente sull’applicazione di messaggistica WhatsApp. In realtà questo provvedimento non è altro che l’ultima di una serie di misure iniziate con le sanzioni imposte dagli Stati Uniti alle banche libanesi e a persone facoltose accusate di avere legami con Hezbollah. Voci, in seguito confermate dalla dirigenza degli Stati Uniti, di ulteriori sanzioni messe in cantiere per colpire ancora le banche e  alleati cristiani dell’organizzazione in Libano, si sono diffuse in tutto il paese. Molti libanesi ricchi e appartenenti alla classe media, presi dal panico, hanno pensato alle conseguenze che avrebbe avuto la decisione americana di imporre ulteriori sanzioni, in primis la destabilizzazione del sistema bancario che lo avrebbe privato della fiducia dei risparmiatori dando il via ad una possibile fuga di capitali. Infatti molti libanesi hanno ritirato liquidità dalle banche trasferendo il denaro all’estero. 

Malgrado le ripetute smentite, il presidente del Libano Michel Aoun ha fatto pressione sulla banca centrale perché la valutazione della lira libanese nei confronti del dollaro restasse a 1500 (lire) e non si indebolisse al punto di raggiungere le previste  3000-5000 lire (in cambio di un dollaro). Questo avrebbe avuto sicuramente conseguenze sulla credibilità del presidente ma soprattutto sulla moneta locale in un paese che usa il dollaro come riferimento per qualunque acquisto anche in un bar o in un supermercato. In più il debito pubblico libanese di 85 miliardi di dollari in un paese che importa per 16 miliardi (di dollari) e esporta per 2 miliardi ed è infestato da politici corrotti, influisce sul valore della lira libanese, una realtà che non si può   ignorare. Il deficit e il debito si avvicinano al 155% del prodotto interno lordo. 

Sono circa 6 milioni i libanesi che vivono nel paese ma quelli che vivono all’estero sono di più, tra gli 8 e i 9 milioni. Molte famiglie dipendono dall’aiuto finanziario che arriva da fuori, dai parenti. Ma da quando si è inasprita la persecuzione degli Stati Uniti nei confronti di Hezbollah e dei suoi sostenitori, nessun libanese ha più il coraggio di mandare soldi in Libano temendo di essere accusato di “sostegno al terrorismo”. Le misure prese dagli Stati Uniti non vanno a toccare Hezbollah in quanto l’organizzazione riceve appoggio finanziario regolarmente dall’Iran. Colpiscono invece la società libanese, inclusi quelli che sostengono Hezbollah, e i commerci che hanno subito una frenata non indifferente. 

Il mercato immobiliare è praticamente fermo e la svalutazione dei beni immobili non è di poco conto. Piccole imprese hanno chiuso i battenti e la gente fa fatica a sbarcare il lunario. L’elettricità manca regolarmente favorendo così gli affari nel campo dei generatori ma crea allo stesso tempo un ennesimo carico finanziario per le famiglie che devono pagare doppie tariffe. Lo stesso accade per l’acqua potabile in tutto il paese. Le infrastrutture sono insufficienti, la raccolta dei rifiuti e il riciclo avvengono in modo sporadico, il traffico è caotico, il mare inquinato e come se non bastasse il prezzo delle merci aumenta senza che ci sia un vero e proprio controllo da parte del governo. 

In Libano l’accumularsi di cose che non funzionano, praticamente ormai quasi tutto, spinge la popolazione ad unirsi e a ribellarsi contro l’insano e settario sistema politico. Questa   massa critica rende la società libanese molto vulnerabile, alla mercé del peggior scenario possibile. 

Molti paesi mediorientali hanno interrotto il loro sostegno monetario al Libano per molte ragioni. Tra le più importanti c’è l’accusa di avere “un governo controllato da Hezbollah”. Attraverso le guerre recenti combattute in Medio Oriente, in Siria, Iraq e Yemen, gli alleati dell’Iran infatti hanno contribuito moltissimo al fallimento dei progetti degli Stati Uniti e dei regimi del Golfo, indirizzati a cercare di sostituire i governi di questi paesi, e hanno permesso a potenti attori non statali con  obbiettivi simili all’Iran di avere la meglio. 

Gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita ne hanno abbastanza dell’ “Asse della Resistenza”, di Hezbollah in Libano e di Hashd al-Shaabi in Iraq. Mai consentiranno loro di  espandersi e di usare le loro armi di precisione e il loro potere militare nei territori che non sono lontani da Israele. Tutte le opportunità che si sono presentate per assestare colpi all’ “Asse della Resistenza” sono state sfruttate, ne rimane solo una: la guerra civile. 

Il segretario generale di Hezbollah Sayyed Hassan Nasrallah ha  suonato il campanello d’allarme dicendo che le proteste in corso contro il governo potrebbero portare “il caos, il collasso dello stato e la guerra civile”. Quanto sono realistici i suoi timori di una guerra civile? 

L’esercito libanese riceve forniture di armi leggere ( al Libano non vengono concesse armi per la difesa e l’offesa che potrebbero servire ad impedire le continue violazioni israeliane del suo territorio) dagli Stati Uniti e dal Regno Unito i quali obbligano l’esercito a depositarle in zone lontane da quelle controllate da Hezbollah; l’esercito libanese, in conformità con i  loro desideri, le accumula soprattutto nell’area cristiana. 

La guerra civile è solo una possibilità che però non può essere sottovalutata. Non c’è niente di concreto per ora ma c’è chi crede che gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita stiano solo aspettando l’occasione per scatenarla. 

Tuttavia non ci sono dubbi, la direzione che sta prendendo il Libano renderà Hezbollah ancora più forte. L’Iran sta sviluppando armi sempre più sofisticate adatte alla guerriglia che vengono condivise con i suoi alleati in Libano, Iraq, Siria e Yemen. Pertanto l’unica possibilità per distrarre e ridurre il sostegno di cui gode Hezbollah sarebbe quella di coinvolgerlo in una guerra civile. 

L’Arabia Saudita non investe più denaro in Libano perché il primo ministro Saad Hariri non vuole prendere posizione in modo deciso contro Hezbollah. Hariri non può soddisfare i desideri americani e sauditi perché Hezbollah e i suoi alleati hanno la maggioranza in parlamento. Ma gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita possono comunque introdurre un mucchio di denaro in Libano, come hanno fatto in Siria, allo scopo di raggiungere il loro obbiettivo ovvero mettere gran parte della popolazione contro Hezbollah anche se il risultato non è affatto scontato.  

Se dovesse succedere, il primo che potrebbe imbracciare le armi sarebbe Samir Geagea, l’ex alleato di Israele che viene oggi finanziato dalla squadra messa insieme da Stati Uniti e Arabia Saudita per contrastare Hezbollah. In questo caso e se il corso degli eventi portasse ad un’altra guerra settaria (tra Hezbollah e le “Forze Libanesi” che sono pro-Stati Uniti) gli alleati di Hezbollah non avrebbero la minima esitazione ad intervenire. Hezbollah proteggerebbe quei cristiani che non sono allineati con Geagea e che hanno un ruolo importante nel mantenere in equilibrio non solo il Libano ma anche il tutto il Medio Oriente.  

L’Iran ha portato in Siria i suoi alleati dal Pakistan, dall’Iraq, dall’Afghanistan, dal Sudan e dal Libano. Sono ancora lì e  potrebbero facilmente spostarsi in Libano in appoggio a Hezbollah. 

E in questo caso c’è da chiedersi: cosa succederebbe all’esercito libanese? Se Hezbollah e i suoi alleati prendessero il controllo dell’esercito cosa farebbe il mondo? Boicotterebbe il Libano accerchiandolo come è successo con Hamas a Gaza? 

L’esercito libanese con l’attuale leadership non può intervenire direttamente in favore di nessuna parte coinvolta. Probabilmente i suoi ufficiali sarebbero divisi e prenderebbero iniziative personali come successe nella guerra civile durata dal 1975 al 1989 quando appunto l’esercito si spaccò. Gli Stati Uniti eserciterebbero la loro influenza per sostenere i militari nemici di Hezbollah, una specie di “ Esercito Libero Siriano” come è successo appunto in Siria. 

E se Hezbollah e i suoi alleati cristiani fossero i vincitori, quello che poi succederebbe è facilmente intuibile: ogni guerra alla fine porterà in campo la Russia (la superpotenza che si trova  già al di là del confine, in Siria), per mettere fine al conflitto, di sicuro non gli Stati Uniti. Mosca ha avuto successo in Siria e può riuscire a far saltare i piani degli Stati Uniti per cambiare il regime in Libano. Sarebbe in grado inoltre di avviare e sviluppare lo sfruttamento dei giacimenti di petrolio e gas del paese e fermare le violazioni continue di Israele della sua sovranità portando così più stabilità nella regione anche per quanto riguarda il conflitto che vede coinvolti i palestinesi. 

Sul fronte economico l’Iran sta costruendo centrali elettriche e strutture mediche in Siria dove sta anche sviluppando l’industria farmaceutica. E’ pronto a fare la stessa cosa in Libano. L’Iran ha dichiarato che è disposto a fornire armi all’esercito libanese. La Russia si è offerta anche lei senza risultati a causa delle pressioni degli Stati Uniti sul Libano. L’Iran, la Russia e la Cina possono sviluppare la rete stradale, le vie di comunicazione, la ricostruzione del paese, migliorando nettamente le sue infrastrutture rimaste al medioevo. La Via della Seta e una rete ferroviaria che colleghi tutte le città del Libano al mondo esterno è attualmente allo studio in Cina e la Cina è pronta a venire quando non ci sarà più l’embargo americano sulle relazioni tra lei e il Libano.

Hezbollah ne verrà fuori più forte che mai, l’unica vera garanzia per il Libano contro gli attacchi di Israele. La Russia ha la sua politica e potrebbe voler tenere in qualche modo le distanze dal conflitto tra Hezbollah e Israele. Hezbollah potrebbe poi lanciare i suoi missili contro Israele senza temere l’opposizione interna. 

E’ sbagliato pensare che una guerra civile sarebbe svantaggiosa per Hezbollah, anzi, sarebbe l’esatto contrario! Sicuramente non andrebbe a suo vantaggio scatenare la guerra civile perché i libanesi della guerra ne hanno già avuto abbastanza ma se mai dovesse scoppiare per altri motivi, Hezbollah non ne uscirà perdente. Resta l’interrogativo: gli Stati Uniti si rendono conto che ogni loro errore spinge il Libano tra braccia di Hezbollah? 

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